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CURARE IL VISO ARROSSATO IN INVERNO

Curare il viso arrossato non è facile in nessuna stagione, tanto meno d'inverno.

L'arrivo del freddo porta alla maggior secchezza cutanea, soprattutto del viso (la zona del corpo che rimane più esposta). Il freddo, il vento, l'inquinamento e gli sbalzi di temperatura possono alterare la barriera cutanea e portare ad arrossamento del volto.
Se questo arrossamento è limitato alle guance e la sua durata è relativa al tempo di esposizione agli agenti atmosferici, nulla di preoccupante. Esso diventa molto fastidioso quando persiste nel tempo e quando compaiono dei capillari visibili sulle guance, ma anche sul naso.
C'è una moltitudine di cause che portano alla formazione dei capillari sul viso: la predisposizione familiare, l'età, il tipo di pelle, etc. Alcune malattie cutanee (per esempio, la rosacea) esordiscono proprio con questa sintomatologia: arrossamento della pelle con gli sbalzi di temperatura, comparsa dei capillari visibili.

viso arrossato inverno
Questa condizione potrebbe essere imbarazzante e talvolta difficile da nascondere persino con il make-up .
Ci sono svariati termini con cui noi indichiamo la presenza dei capillari dilatati: teleangiectasie, spider nevus, etc. In tutti i casi il capillare diventa visibile in seguito alla dilatazione della sua parete che diventa debole e poco elastica. Col tempo i capillari alterati possono perdere totalmente la loro capacità di stringersi e rimangono dilatati sempre causando, appunto, il rossore della pelle. Oltrettutto, con gli anni la pelle diventa più sottile e quindi più trasparente e i capillari si vedono sempre di più. L'abuso dell'alcool e della caffeina, l'esposizione al freddo e al caldo estremo, l'uso degli scrub e di alcuni cosmetici possono contribuire al peggioramento della situazione.
Vediamo cosa possiamo fare a casa prima di consultare un dermatologo e procedere al trattamento laser.
•    pre prima cosa cerchiamo di eliminare i fattori scatenanti (se vai sul motorino d'inverno, usa il casco con la visiera protettiva, se pratichi sci, ciclismo usa il sottocasco in tessuto, meglio in seta o tessuti tecnologici)
•    per migliorare le prestazioni dei nostri capillari, cioè l'elasticità delle loro pareti, inseriamo nella dieta degli alimenti con proprietà capillaroprotettive (frutti di bosco, soprattutto mirtilli, agrumi, cavoli e broccoli). In alternativa, ci sono degli integratori alimentari con il concentrato di tali sostanze.
•    utilizziamo l'acqua tiepida, non bollente, per le procedure igieniche di rito (tipo doccia): aiuta a mantenere i capillari non dilatati.
•    idratiamo la pelle con le creme appropriate (diverse da quelle che usiamo d'estate). In particolare, la mattina applicchiamo le preparazioni più ricche (evitare quelle in gel, eccetto i casi particolari), per esempio con l'olio di jojoba e il burro di caritè con la protezione solare media. La sera si potrebbe applicare anche degli oli essenziali (per lenire la pelle e prevenire la perdita dell'acqua transdermica). Uno dei più indicati è quello di rosa damascena oppure quello di camomilla.
•    per minimizzare l'aspetto antiestetico possiamo sfruttare l'effetto del correttore verde: se è applicato sotto l'abituale fondotinta neutralizza il rossore dei capillari.
•    ATTENZIONE: gli UV danneggiano gravemente ed irreversibilmente la parete dei capillari. È un messaggio per coloro che praticano i trifacciali d'inverno (i miei cari amici di palestra) per nascondere il rossore (un controsenso clamoroso!)

Se dopo aver seguito i miei consigli per mesi (sic!) non avete trovato alcun giovamento, possiamo sempre incontrarci per valutare altre opzioni ambulatoriali oppure procedere al trattamento laser o IPL che garantiscono miglioramenti tangibili e duraturi.

MACCHIE CUTANEE (MELASMA)

Uno dei motivi più comuni che spingono i pazienti a cercare un dermatologo è la presenza di macchie cutanee. Queste macchie possono comparire in ogni parte del corpo (volto, arti, tronco). Ovviamente quando compaiono sulla pelle del viso la motivazione estetica a rimuoverle aumenta.

La prima cosa da sapere è che di macchie cutanee ce ne sono svariati tipi e non tutti possono essere trattati nello stesso modo.

Oggi vorrei parlare del melasma. Il melasma è sicuramente un inestetismo piuttosto frequente soprattutto nelle donne in età riproduttiva. Si presenta come macchie di colore marrone più o meno scuro che si accentua con l'esposizione al sole.

Sappiamo che questo fenomeno dipende da un'anomala attivazione dei melanociti (cellule che producono la melanina). Tuttavia, le esatte cause di questa anomalia non si conoscono, anche se si pensa al ruolo degli ormoni (sia quelli naturali che contenuti, per esempio, negli anticoncezionali).

Personalmente ho notato che talvolta la sola sospensione della pillola nelle pazienti con il melasma porta ad un notevole miglioramento estetico.

Anche se il melasma è considerato un “osso duro” della dermatologia oggi possiamo essere un po' più ottimisti rispetto agli anni precedenti.

Cosa si potrebbe fare per ottenere un miglioramento estetico?

Visto che la principale causa scatenante del melasma è l'esposizione al sole, la fotoprotezione estrema (direi, maniacale) diventa il cardine di tutti i trattamenti. In commercio ci sono tanti prodotti cosmetici con la protezione solare, ma non tutti svolgono la loro azione nello stesso modo.

Quindi, nella scelta della crema solare bisognerebbe controllare se sono presenti filtri sia anti UVB che anti UVA. Personalmente consiglio fotoprotettori di tipo fisico, anche se obiettivamente sono meno gradevoli rispetto alle creme a protezione chimica. Tuttavia, la durata della protezione dei primi sicuramente è superiore e la loro efficacia è maggiore.

A questo primo, importantissimo passo si possono aggiungere tante altre opzioni: creme schiarenti, peeling chimici, trattamenti laser oppure IPL (luce pulsata). Ovviamente ogni caso va valutato separatamente e la scelta del trattamento più efficace e (soprattutto) meno rischioso spetta al medico.

Uno dei trattamenti più interessanti che da un po' di tempo è disponibile sul mercato italiano è Dermamelan®. 

Il trattamento con Dermamelan® si sviluppa seguendo due fasi:

1) in ambulatorio: la procedura non produce nessun tipo di dolore o di fastidio e contempla le fasi seguenti:

a) pulizia della pelle;

b) applicazione della Dermamelan® (in base al fototipo e alla gravità del melasma viene tenuta da 8 a 12 ore).

2) a casa dal paziente stesso. Fase di mantenimento con applicazione domiciliare di Dermamelan® crema di mantenimento.

Gli effetti collaterali comprendono esfoliazione, eritema, sensazione di secchezza e, talvolta, di bruciore della pelle. In genere, questi sintomi regrediscono in poche settimane.

Si osserva un progressivo e costante miglioramento delle lesioni con evidente diminuzione della componente pigmentaria a partire da 15 giorni dopo il trattamento.

Non esitate a contattarmi per maggiori informazioni!

Feedback from 8th European Congress of European Masters in Aesthetic & Anti-Aging Medicine (prima parte)

 

Anche quest'anno, come oramai da una decina d'anni, ho partecipato al Congresso EMAA che si tiene a Parigi nel mese di ottobre. E' un'occasione unica che raduna colleghi dermatologi, endocrinologi, medici estetici e chirurghi plastici da tutto il mondo per presentare nuove tecniche e ritrovamenti nell'ambito della scienza dell'invecchiamento.

Quest'anno le aule erano particolarmente affollate (complice anche il cattivo tempo) e le novità presentate sono state molte e interessanti.

Comincerei subito da un nuovo prodotto per lifting immediato (e ambulatoriale!!) presentato dal Dott. Pizzamiglio. Si tratta di Silhouette Soft. Sono dei fili riassorbibili; introdotti nelle zone ptosiche (cadenti) del volto restituiscono subito l'ovale perfetto.

Questi fili (completamente differenti da quelli usati fino ad oggi) sono fatti di una sostanza non solo perfettamente riassorbibile nel nostro corpo, ma con le proprietà stimolanti sulla produzione del collagene, cosicchè una volta riassorbitesi i fili (circa 6 mesi) la pelle non subisce il “crollo”, ma resta turgida grazie all'intenso lavoro dei fibroblasti svolto nei mesi precedenti! In totale la durata del beneficio è di circa 12-18 mesi.

L'intervento è pressochè indolore (si pratica un minimo di anestesia locale), dura circa 30 minuti e la ripresa delle attività quotidiane è immediata. Subito dopo il viso appare più rilassato, con gli zigomi leggermente sollevati e l'ovale più definito. Sembra un miracolo!

Tutti gli ingredienti di questo prodotto sono autorizzati dal FDA e hanno il marchio CE.

Per maggiori informazioni vi rimando al sito dell'azienda: www.silhouette-soft.com oppure potete contattare me!

Altre novità nei prossimi articoli! 

PROBLEMI DI SUDORAZIONE ECCESSIVA

 

E' arrivato il caldo e con esso si sono riacutizzati alcuni problemi della pelle: acne rosacea, follicoliti, seborrea... Per alcune persone questo periodo dell'anno è particolarmente stressante, fonte di ansie e di imbarazzo. Sono persone che soffrono di iperidrosi (sudorazione eccessiva).

La sudorazione è uno dei meccanismi più importanti di regolazione della temperatura corporea. Ma in alcuni casi questo meccanismo è “iperattivo”, cosicchè le ghiandole sudoripare producono 4-5 volte più sudore del necessario. E questi “alcuni casi” non sono affatto rari: ci sono milioni di persone al mondo che ne soffrono (circa il 3% della popolazione). L'iperidrosi può pregiudicare notevolmente la vita relazionale, professionale, può creare problemi nel tempo libero, nello svolgimento delle attività sportive, può indurre l'ansia e alterare il benessere psico-fisico e la stima personale. Quindi, è una condizione medica seria e necessita un approccio diagnostico e terapeutico adeguato.

Ci sono 2 forme di iperidrosi: primaria e secondaria. L'iperidrosi primaria non è dovuta ad una malattia oppure ad un farmaco. Essa stessa rappresenta la malattia. Potrebbe colpire alcuni distretti corporei: mani, piedi, ascelle, volto.

Diversamente, l'iperidrosi secondaria è dovuta ad una condizione patologica particolare oppure rappresenta un effetto collaterale di alcune terapie farmacologiche. In genere, colpisce tutta la superficie corporea. E' molto importante consultare un medico se si ha l'ipersudorazione generalizzata, potrebbe essere sintomo appunto di una malattia! In questo caso, la cura dell'iperidrosi passa attraverso la cura della condizione che l'ha scatenato.

Chi soffre di iperidrosi primaria, prima di arrivare da un medico, in genere prova di tutto e di più, il più delle volte, purtroppo, senza successo. Tuttavia, negli ultimi tempi la situazione è migliorata. Anche trattamenti tradizionali come gli antitraspiranti o la ionoforesi hanno avuto dei progressi. Accanto al trattamento chirurgico tradizionale (simpaticectomia), ora c'è la possibilità di effettuare la liposuzione nelle regione ascellari (insieme al grasso vengono eliminate anche le ghiandole sudoripare). Negli Stati Uniti nel 2011 FDA ha approvato un nuovo apparecchio miraDry che agisce attraverso le onde elettromagnetiche eliminando selettivamente le ghiandole sudoripare. Ma forse la vera rivoluzione terapeutica è arrivata con l'approvazione (dal 2004 negli USA) dell'utilizzo della tossina botulinica.

Il botulino è una proteina naturale purificata che blocca temporaneamente la trasmissione del segnale chimico dalla terminazione nervosa alla ghiandola sudoripara. Come risultato abbiamo la cessazione di produzione del sudore.

Il trattamento va effettuato da uno specialista addestrato e consiste nelle microiniezioni della sostanza nelle zone interessate. Il dolore varia a seconda delle zone e della sensibilità personale. Talvolta si fa anestesia locale (con le creme anestetiche) o tronculare (iniettiva). L'effetto si sviluppa gradatamente nell'arco di alcuni giorni e dura 7-9 mesi.

CREME DI PROTEZIONE SOLARE ED ENDOMETRIOSI

In questo periodo, per ovvi motivi, mi capita parlare spesso con i miei pazienti di come comportarsi durante l'esposizione al sole, quali prodotti solari utilizzare.

Una delle maggiori preoccupazioni riguardo le creme solari è la grande quantità di sostanze chimiche in esse presenti che, frequentemente, sono fonte di allergie, reazioni cutanee più o meno gravi. Questi stessi componenti sono stati da più parti sospettati anche di essere cancerogeni. Recentemente mi è capitato di leggere un articolo pubblicato su Environmental Science & Technology. Gli autori riportavano la possibile relazione tra la presenza di certi ingredienti nei prodotti solari e l'aumentato rischio di endometriosi.

L'endometriosi è una condizione dolorosa che colpisce circa 1 donna di età riproduttiva su 10 ed è una delle cause di infertilità più importante.

I ricercatori spiegavano che alcuni filtri solari (ma anche altri prodotti cosmetici) contengono benzophenone (BP) e derivati che sembrano bloccare efficacemente i raggi UV dannosi. Però piccole quantità di BP possono oltrepassare la barriera cutanea ed entrare nel circolo sanguigno dove mimano gli effetti degli estrogeni. L'endometriosi ha bisogno di estrogeni per il suo sviluppo.

Insomma, hanno analizzato le urine di centinaia di donne affette da endometriosi e hanno trovato che i livelli di un particolare derivato di BP era aumentato. Non solo, questo aumento era particolarmente significativo durante l'estate, quando ovviamente si usa spalmarsi abbondantemente di creme protettive. Da qui la deduzione: l'uso massiccio di prodotti solari contenenti BP potrebbe essere associato all'endometriosi.

Cosa bisognerebbe fare? Per esempio, seguire la breve guida per sviluppare un'abbronzatura più intensa e meno pericolosa.

 

FEEDBACK DAL XXVII CONGRESSO SIDCO (seconda parte)

 

Un evento così importante (ha radunato circa 280 dermatologi e dermochirurghi da tutta l'Italia e, considerato il particolare momento economico che stiamo attraversando, non è affatto poco!) non poteva non dedicare uno spazio all'argomento meno importante (diciamo pure voluttuario!) quale la dermatologia estetica.

Uno dei concetti che è stato discusso era quello di “dermatologia rigenerativa”. Visto che anche il mio approccio alle problematiche di invecchiamento è basato sui trattamenti che accompagnano dolcemente il processo naturale di aging, invece di stravolgerlo (spesso con i risultati più grotteschi che altro), ho assistito col piacere alla sessione.

La dermatologia rigenerativa, sia in patologia sia in estetica, adotta tecniche di buon profilo di sicurezza oltre che di efficacia quali il micropeeling, la terapia fotodinamica, il needling, il lipofiling ecc. e deve prepararsi a tecniche più complesse ma più efficaci come l’uso delle cellule staminali. Per ora quello che ci vien proposto dal mercato nell'ambito delle staminali sono numerose creme dai prezzi esorbitanti. La loro efficacia non è ben documentata, però funzionano benissimo per alleggerire il peso del portafogli!

Abbiamo parlato (ovviamente!) anche dell'uso della tossina botulinica. La sua diffusione è spiegabile non solo con il fatto che nel corso degli ultimi decenni gli sviluppi della medicina e chirurgia estetica si sono indirizzati a cercare di ridurre i segni dell’invecchiamento facciale mediante tecniche sempre meno invasive. Ormai (in Italia è stata autorizzata dal Ministero della Salute nel 2004) è diventata il gold standard treatment per le rughe espressive anche grazie all'ottimo profilo di sicurezza e all'assenza di effetti collaterali permanenti. E' stato sottolineato che il risultato del trattamento e la sua sicurezza sono garantiti solo se praticato dagli specialisti autorizzati e con il farmaco originale (in Italia Vistabex, Azzalure o Bocouture).

Un altro argomento di interesse pratico è stato l'uso delle microcannnule.

L’avvento delle micro cannule è stata una rivoluzione tecnologica nella introduzione dei filler aprendo nuove possibilità nel trattamento del volto. La loro atraumaticità, la facilità nella introduzione profonda dei filler, l’assenza pressoché totale di dolore durante l’intervento, ne fanno uno strumento ormai indispensabile nella correzione di zone del viso che abbiano bisogno di un aumento volumetrico.

Personalmente le uso da alcuni anni con buona soddisfazione dei pazienti. Però bisogna ricordare che la tecnica di introduzione è differente rispetto alla normale infiltrazione tramite ago e non è adatta a tutte le situazioni.