ASPORTAZIONE CHIRURGICA DEI NEI
Quando parliamo di “asportazione chirurgica” spesso la frase stessa, routinaria per noi, operatori, diventa fonte di preoccupazione per il paziente. I motivi sono più di uno.
Intanto, il fatto stesso che il medico consigli l’asportazione di una lesione cutanea può indurre la persona interessata a pensare che si tratti di una lesione estremamente pericolosa, forse un tumore. Di fatto, non è sempre così.
In dermatologia, soprattutto quando si tratta di lesioni pigmentarie (i nei) l’invito ad asportare il più delle volte è legato alla prevenzione. Ovviamente, il nevo in questione generalmente mostra segni di piccole alterazioni (atipie) oppure l’anamnesi del paziente rivela un cambiamento significativo di forma, colore o/e dimensioni. Anche in presenza di tutti questi cambiamenti la trasformazione di un nevo in tumore (melanoma) non è matematico. Per prudenza, tuttavia, si consiglia la sua asportazione e, imperativamente, un esame istologico.

Il secondo motivo di preoccupazione è legato alla vecchia credenza che “i nei non si toccano”. Mi capita talvolta sentire dire:” Un mio amico s’è tolto un neo e poi è morto!”.
Questa frase il più delle volte riguarda il passato, quando la diagnostica strumentale (epiluminescenza) non era ancora presente in ogni studio dermatologico. In quel periodo capitava di fare la diagnosi del melanoma non proprio tempestivamente. Allora il tumore si diffondeva. Quindi, non è l’asportazione in se stessa che provocava la morte, ma il ritardo nell’asportazione!
Il terzo motivo riguarda l’aspetto emotivo di ognuno di noi: l’idea di un bisturi che penetra nella nostra pelle lasciando una cicatrice (pur minima) è decisamente poco allettante.
L’intervento, compresi i preliminari (la disinfezione, la preparazione del campetto sterile, l’iniezione dell’anestetico locale, l’incisione e la sutura) dura circa 10 min. In seguito, al risveglio della sensibilità, si ha un piccolo indolenzimento e/o una sensazione di pulsazioni in sede dell’asportazione. Nei giorni seguenti il paziente può fare le solite procedure igieniche (doccia) e dovrà medicare la ferita con una crema antibiotica.
I punti si rimuovono dopo 10-12 giorni e lasciano un segno trascurabile.
C’est tout.
Ecco un esempio della cicatrice in seguito all'asportazione chirurgica di un carcinoma basocellulare. E' passato un mese.

Come sempre potete contattarmi personalmente per ulteriori informazioni.

E’ stata un’esperienza fuori dall’ordinario. Prima di tutto, l’ubicazione geografica della struttura. Non è irraggiungibile: sono solo 6 ore di volo da Roma! Però hai possibilità di immergerti nell’autentica atmosfera di uno stato transcaucasico (è situato sulla linea di demarcazione che separa l’Europa dall’Asia).
1600 minuziosamente ristrutturato per conservare tutte le particolarità stilistiche dell’epoca (raccontava il proprietario, Dott. George Sulamanidze che vedete nella foto accanto a me).
Tra le tante novità di questo divertente ed educativo evento, sono rimasta piacevolmente colpita dal workshop dedicato ad un trattamento che esiste da tanti anni (i primi trattamenti sono stati effettuati in Francia nel 1997 e nel 2004 FDA ha approvato il suo uso nel trattamento della lipodistrofia facciale), ma che in Italia non ha avuto una grande diffusione. Si tratta di