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PRURITO IN GRAVIDANZA

 

 

Anche se non è la categoria dei pazienti che visito di più, tuttavia non di rado ricevo nel mio studio signore in gravidanza che lamentano prurito. In generale, il prurito è una condizione molto fastidiosa. Immaginiamo quanto lo potrebbe diventare in gravidanza quando l'ansia della futura mamma è rivolta non solo alla propria condizione, ma anche a quella del feto.

Per semplificare dividerei i casi clinici in 2 gruppi: 1) prurito accompagnato da un'eruzione cutanea; 2) prurito senza eruzione cutanea.

 

Tra le condizioni più frequenti del primo gruppo metterei “l'eruzione polimorfa della gravidanza”. Si tratta di una dermatosi specifica che si manifesta nel terzo trimestre della gravidanza ed è abbastanza frequente (1/150-300). L'eruzione cutanea inizia con le papule di colore rosso intenso, talvolta circondate da un alone pallido, edematose, del diametro di 1- 2 mm, che spesso confluiscono a formare placche orticarioidi sulle quali possono osservarsi delle minuscole vescicole. Nella maggioranza dei casi inizia dall'addome, poi si estende risparmiando però il volto e le regioni palmo-plantari. Il prurito è molto forte e potrebbe anticipare la comparsa delle papule.

Rassicuro subito le mamme: è una condizione benigna, tende a risolversi spontaneamente e la salute del bimbo non ne risente. La terapia è mirata ad attenuare il prurito e il rossore.

 

Un'altra condizione pur meno frequente potrebbe dare notevole noia alla donna incinta: “eruzione atopica della gravidanza”. Si pensa che questa sia la riacutizzazione dell'eczema atopico latente, tuttavia, in una buona percentuale dei casi la donna non ha nessun segno di atopia. Il prurito predomina la sintomatologia ed è accompagnato da comparsa di papule escoriate sulle spalle e sugli arti. In genere cessa con il parto. Anche in questo caso trattasi di una condizione benigna, però potrebbe segnalarci un aumentato rischio per il neonato di sviluppare l'eczema atopico.

 

Una condizione un po' più seria (fortunatamente anche rara) è rappresentata da Herpes gestationis.

Anch'essa esordisce intorno al terzo trimestre della gravidanza con un'improvvisa comparsa intorno all'ombelico di lesioni orticarioidi che si estendono centrifugamente seguite da un'eruzione bollosa

diffusa.

E' indispensabile una consulenza specialistica per una corretta gestione del prurito e maggior attenzione alle condizioni della mamma perché in questo caso il parto potrebbe essere prematuro.

 

 

Il secondo gruppo dei pruriti in gravidanza è rappresentato fondamentalmente da una condizione: colestasi inrtaepatica della gravidanza. Esordisce tardivamente (terzo trimestre) con una incidenza fino al 2% delle gravidanze. Inizia dall'addome, dalle mani, dai piedi e poi si estende rapidamente. Non c'è nessuna eruzione cutanea, ma nei casi gravi, potrebbe comparire un po' di ittero. La diagnosi va fatta dallo specialista e la paziente va seguita attentamente anche se i rischi per la mamma sono bassi (possibile aumento del rischio di calcolosi biliare, alterazioni della coagulazione). Per il feto i rischi variano dalla prematurità del parto, al basso peso alla nascita, alla sofferenza fetale più o meno grave. Fortunatamente le cure oggigiorno sono piuttosto efficaci e, se intraprese tempestivamente, limitano fino ad annullarlo il rischio di danneggiare il feto.

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